Il Centro Studi Confindustria, nell’ambito del Rapporto “Dove va l’economia italiana e gli scenari di politica economica - autunno 2019”, presentato lo scorso 7 ottobre, conferma che l'Italia è in bilico tra ripresa e recessione. Più che in passato, molto dipenderà dalle scelte di politica economica.

In questi giorni si sta discutendo proprio del futuro del Piano Impresa 4.0 e delle relative misure incentivanti. Il confronto, giunto alle ultime battute, ha trovato rappresentazione nel Documento Programmatico di Bilancio 2020 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, licenziato dal Consiglio dei Ministri, che traduce sul piano contabile la proposta per la prossima manovra. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 15 ottobre 2019, su proposta del Presidente del Consiglio Conte e del Ministro dell'Economia e delle Finanze Gualtieri, ha infatti approvato il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e il bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022 ed il decreto fiscale collegato.

Tutti gli anni, in questo periodo, ferve l’interesse delle imprese per la Legge di Bilancio in fase di stesura; quest’anno l’attenzione è maggiore in virtù del cambio di Governo che ha portato ad un cambio di strategia in materia di politica economica. Qui di seguito si riportano le anticipazioni emerse in questi giorni con riferimento al panorama agevolativo. 

 

SUPER ED IPERAMMORTAMENTO

Come riportato da Il Sole 24 Ore (15 ottobre 2019), se il ministero dell’Economia e delle Finanze propende per una proroga annuale - senza modifiche - del superammortamento e dell’iperammortamento, il ministero dello Sviluppo Economico ha, invece, proposto una rimodulazione degli strumenti che, su base triennale, verrebbero sostituiti da un unico credito di imposta con aliquote differenziate, a seconda dell’investimento realizzato. Più nel dettaglio, il nuovo bonus, nelle intenzioni del ministero dello Sviluppo Economico, si potrebbe articolare sulle seguenti aliquote:

• 40% per gli investimenti legati alla green economy – potrebbe essere l’aliquota più alta;

• 6% per gli investimenti per l’ammodernamento ordinari, attualmente agevolati dal superammortamento - potrebbe essere l’aliquota più bassa;

• un’aliquota intermedia coprirebbe gli investimenti in macchinari e apparati funzionali all’ammodernamento digitale ed hi-tech, oggi eleggibili all’iperammortamento.

Se inizialmente era prevista una quadripartizione, il nuovo potenziale credito d’imposta poggia su tre capitoli, di cui gli investimenti “green” sono una delle pietre miliari. Per la svolta green dell’incentivo si dovrà attendere un decreto attuativo che definisca i criteri ed i parametri in termini di sostenibilità ambientale ed economia circolare.

Il ministero calcola che la platea di imprese crescerebbe del 30-40% rispetto ad oggi, considerando anche le aziende che non fanno utili, oggi escluse dal sistema dei maxiammortamenti, e quelle agricole che potrebbero beneficiare del bonus sui loro beni strumentali. 

Si rende opportuna l’agevolabilità strutturale degli investimenti, per un arco temporale ultra annuale, almeno biennale/triennale. Secondo i tecnici dello Sviluppo, la rimodulazione del piano consentirebbe la programmabilità degli investimenti per pianificare progetti tecnologici di più ampio respiro. 

Da un punto di vista dell’impegno finanziario necessario, si punta a mantenere lo stesso ordine di grandezza dell’attuale piano Impresa 4.0, ovvero circa 5 miliardi, cifra che si raggiunge sommando anche la dotazione su credito di imposta per R&S e credito di imposta per la formazione 4.0. Attualmente tale importo è spalmato lungo tutto il ciclo di vita dei beni agevolati dai maxiammortamenti. I 5 miliardi, nell’ambito del nuovo bonus, si concentrerebbero su un arco temporale più stretto, cioè 2-3 anni di fruibilità del credito di imposta.

I ministeri si sono adoperati per cercare l’intesa definitiva per le misure che entreranno nella prossima manovra finanziaria. Il minimo comune denominatore è la continuità a beneficio delle imprese.  L’obiettivo comune è scongiurare qualsiasi rischio di congelamento degli investimenti, confermando ogni misura incentivante, riconfigurandola affinché sia più efficace.

Nell’ambito del Documento Programmatico di Bilancio 2020 (TABELLA III.1-13 MISURE DISCREZIONALI ADOTTATE DALLE AMMINISTRAZIONI CENTRALI (5.B)), al fine di “Stabilizzare le agevolazioni fiscali per Industria 4.0” si prevede:

a) l’estensione al triennio dell’iperammortamento, con una supervalutazione del 170% degli investimenti in beni nuovi, strumentali, materiali e ad alto contenuto tecnologico, atti a favorire i processi di trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0 e in maniera sostenibile ed ecocompatibile;

b) l’estensione al triennio del Superammortamento, con una supervalutazione del 130% degli investimenti in beni strumentali nuovi;

c) per chi beneficia dell’Iperammortamento, la possibilità di fruire anche di una supervalutazione del 140% per gli investimenti in beni strumentali immateriali (software e sistemi IT).

L’efficacia della stabilizzazione risulterebbe immediata.

Sembra abbia prevalso, dunque, la logica della prosecuzione senza modifiche dell’attuale set di incentivi, declinato ora su più annualità e con attenzione alle implicazioni “verdi” degli investimenti.

Tali misure si affiancano all’erogazione di un voucher alle PMI per prestazioni consulenziali finalizzate a processi di trasformazione tecnologica e digitale nell’ambito del Piano nazionale ‘Impresa 4.0’. Tale misura, prevista dal Decreto Crescita e non ancora attivata, è oggetto di specifica attenzione governativa; è stata infatti recepita nell’ambito del Documento Programmatico di Bilancio 2020 (TABELLA III.1-14 RACCOMANDAZIONI SPECIFICHE PER IL PAESE (6.A)).

 

CREDITO D’IMPOSTA R&S

Nella prossima manovra si attende, altresì, la proroga del credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo. Nell’ambito del Documento Programmatico di Bilancio 2020 (TABELLA III.1-14 RACCOMANDAZIONI SPECIFICHE PER IL PAESE (6.A)) è prefigurata una proroga sino al 2023, attraverso l’introduzione di una nuova media di riferimento per calcolare l’incremento agevolabile.

Oggetto di recente attenzione ministeriale risulta altresì l’estensione del beneficio alle spese di innovazione (come definite dal “Manuale di Oslo”).

 

CREDITO D’IMPOSTA FORMAZIONE 4.0

Il credito di imposta per la formazione 4.0, che sarà prorogato con la manovra (TABELLA III.1-13 MISURE DISCREZIONALI ADOTTATE DALLE AMMINISTRAZIONI CENTRALI (5.B)), vedrà probabilmente un’estensione del perimetro di agevolabilità alle spese per docenti e formatori, mentre oggi è calcolato solo sul costo orario del personale impegnato nell’attività di formazione. Il bonus formazione sarà auspicabilmente semplificato in relazione al requisito ad oggi più ostico: l’obbligo di firmare accordi sindacali, aziendali o territoriali. 

E’ interessante il risultato della recente CIO survey 2019: «Dalla digital transformation alla business transformation»: raddoppia all’80% la quota di aziende impegnate in una trasformazione tecnologica, ma il 71,4% ha carenza di competenze. In questo contesto, il giusto asset di incentivi potrebbe essere determinante.

 

Tra gli altri incentivi oggetto di proroga si segnalano i seguenti:

CREDITO D’IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI 

Sono previste (TABELLA III.1-13 MISURE DISCREZIONALI ADOTTATE DALLE AMMINISTRAZIONI CENTRALI (5.B)) la proroga al 2020 del credito di imposta per le imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione, nonché la proroga al 2020 del credito di imposta per le imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone terremotate centro Italia.

 

NUOVA SABATINI

E’ contemplato il rifinanziamento delle agevolazioni cd. "Nuova Sabatini" (TABELLA III.1-13 MISURE DISCREZIONALI ADOTTATE DALLE AMMINISTRAZIONI CENTRALI (5.B))

 

FONDO CENTRALE PER LE PMI

E’ previsto (TABELLA III.1-13 MISURE DISCREZIONALI ADOTTATE DALLE AMMINISTRAZIONI CENTRALI (5.B))  il rifinanziamento del Fondo centrale per le PMI per il prossimo triennio, per sostenere l’accesso al credito delle PMI, incluse le startup innovative e le imprese che acquistano beni strumentali ad uso produttivo e hardware, software e tecnologie digitali (secondo la “Nuova Sabatini”).