Il quadro finanziario pluriennale (QFP) è una delle tre componenti del sistema di bilancio dell’Unione Europea, insieme con il bilancio dell’UE e la disciplina delle risorse proprie. 

Ai sensi dell’art. 312 TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), il quadro finanziario pluriennale mira ad assicurare l’ordinato andamento delle spese dell’Unione entro i limiti delle sue risorse proprie ed è stabilito per un periodo di almeno cinque anni. 

La determinazione del QFP assume una funzione decisiva in merito alle spese dell’Unione, poiché fissa gli importi dei massimali annui degli stanziamenti per impegni relativi ad ogni categoria di spesa, ciascuna categoria corrispondendo ai grandi settori di attività dell’Unione. Le determinazioni del bilancio annuale sono così subordinate alle decisioni assunte nel QFP che diventa la sede realmente decisiva delle scelte politiche e finanziarie. 

Tale documento stabilisce i limiti dei bilanci generali annuali dell'Unione Europea e determina gli importi complessivi e gli importi relativi a vari settori di attività che l'UE potrebbe utilizzare in ogni esercizio quando assume obblighi giuridicamente vincolanti in un periodo non inferiore a 5 anni. I recenti QFP (l’ultimo, ancora attualmente in corso, copre il periodo 2014-2020) si sono solitamente estesi su 7 anni.

Lo scopo del regolamento relativo al QFP è di:

• agevolare l'adozione del bilancio annuale dell'UE

• tradurre le priorità politiche in cifre per un ciclo di bilancio di almeno cinque anni

• assicurare la disciplina di bilancio per l'UE

• accrescere la prevedibilità delle finanze dell'UE

 

Il regolamento relativo al quadro finanziario pluriennale stabilisce "massimali" (importi annui massimi) per i due seguenti tipi di spesa dell'UE:

 

1. Stanziamenti d'impegno

Gli stanziamenti d'impegno coprono i costi totali degli obblighi giuridici (contratti, convenzioni o decisioni di sovvenzione) che l'UE potrebbe firmare in ogni esercizio coperto dal QFP. In altre parole, rappresentano gli importi che l'UE può promettere di spendere in un determinato esercizio e che saranno poi spesi in quello stesso esercizio o in più esercizi.

 

2. Stanziamenti di pagamento

Gli stanziamenti di pagamento coprono le spese effettuate in un determinato esercizio del QFP. Tali spese derivano da impegni giuridici assunti dall'UE nello stesso esercizio e/o in esercizi precedenti.

 

Il QFP include inoltre massimali annui globali per gli stanziamenti di pagamento e gli stanziamenti d'impegno.

Tutti i massimali del QFP devono essere rispettati nei bilanci annuali dell'UE.

Vi sono due tipi di massimali di spesa:

• un massimale per ciascuna rubrica (vale a dire una priorità politica) degli stanziamenti d'impegno;

• un massimale globale per gli stanziamenti d'impegno e gli stanziamenti di pagamento.

Il massimale globale degli stanziamenti d'impegno equivale alla somma dei massimali per ciascuna rubrica.

Il QFP è determinato mediante un regolamento, adottato dal Consiglio votando all'unanimità e previa approvazione del Parlamento europeo (procedura di approvazione). In base alla procedura di approvazione il Parlamento può approvare o respingere la posizione del Consiglio, ma non può emendarla.

La proposta di regolamento relativo al QFP è redatta dalla Commissione Europea.

Ecco che allora si comprende come mai negli ultimi giorni si stia dando così tanta importanza alla proposta della Commissione Europea, per il QFP del periodo 2021-2028.

La procedura di adozione del quadro finanziario pluriennale è lunga e richiede che le cose siano fatte con le tempistiche adeguate. Come ha sottolineato il commissario per il Bilancio e le risorse umane Günther H. Oettinger "Non dobbiamo ripetere l'infelice esperienza del 2013, quando l'attuale bilancio dell'UE è stato concordato con notevole ritardo. Se dovesse ripetersi un simile ritardo, più di 100 mila progetti finanziati dall'UE in settori fondamentali come il sostegno alle imprese, l'efficienza energetica, la sanità, l'istruzione e l'inclusione sociale non potrebbero essere avviati in tempo". La Commissione spererebbe di approvarlo definitivamente, con l'avallo dei governi UE, entro la fine della legislatura prevista nel 2019.

 

Quello che appare certo è che Il prossimo Quadro finanziario pluriennale UE dovrà tenere conto delle nuove sfide politiche dell'Unione Europea, sul fronte della sicurezza, della difesa, della pressione migratoria, dei cambiamenti climatici, della digitalizzazione. Allo stesso tempo, la perdita del contributo finanziario del Regno Unito renderà ancora più difficili le decisioni su quali delle priorità, vecchie e nuove, concentrare le risorse del bilancio UE.

 

Il 2 Maggio la Commissione Europea ha presentato la proposta di QFP. L’aspetto che balza all’occhio è che per la prima volta l’uso dei fondi europei è condizionato al rispetto dello Stato di diritto. Il regolamento prevede cioè che sia possibile, su raccomandazione della Commissione, di “sospendere, ridurre, o restringere l'accesso al finanziamento europeo in modo proporzionato a seconda della mancanza di rispetto dello stato di diritto”

Un bilancio da 1.279 miliardi in sette anni a prezzi correnti (1.135 miliardi a prezzi costanti 2018). Quasi un terzo più alto rispetto al budget dell'austerità del 2007-2014 (che era tra 900 e 1000 miliardi di euro), con i paesi europei chiamati ad aumentare il loro contributo all'1,11% del reddito nazionale lordo (oggi è l'1%).

 

La suddivisione per macro-aree delle risorse per il periodo 2021-2027 così come indicato dalla Commissione Europea nella proposta presentata (le cifre sono in miliardi di euro): - Politiche coesione e valori 442,4 - Pac e ambiente 378,9 - Mercato unico e società digitale 187,4 - Vicinato e relazioni esterne 123 - Pubblica amministrazione UE 85,3 - Gestione migranti e controlli frontiere 34,9 - Sicurezza e difesa 27,5 - Totale 1279,4.

Da quello che emerge, quindi, il quadro sembra essere il seguente: meno fondi a agricoltura e politiche di coesione, più risorse a ricerca, migrazione, difesa, azioni per il clima.

 

Per il commissario per il Bilancio e le risorse umane Günther H. Oettinger i tagli a politica agricola e politiche di coesione sono, rispettivamente, al 5 e al 7% rispetto al periodo attuale, mentre il commissario UE all’agricoltura, Phil Hogan, ha aggiunto che “per la Politica agricola comune si tratta di stime di riduzione che danno per scontate cose come il via libera, da parte dei paesi, a un aumento del 10% del contributo nazionale o regionale ai programmi di sviluppo rurale”.

 

Per quanto riguarda le imprese, invece, appare importante l’aumento delle risorse destinate alla Ricerca: Horizon2020 passa da 80 miliardi di dotazione a quasi 100.

Questa apertura è stata accolta con favore anche da Confindustria che chiede però uno sforzo ulteriore. In una nota, ha fatto sapere di ritenere “che il prossimo bilancio (2021-2027) debba essere centrato sulla competitività dell’UE: è questa la sfida principale che l’Europa si trova di fronte. Da questo punto di vista l’aumento delle risorse destinate alla ricerca e all’innovazione rappresenta un passo in avanti, ma bisogna fare ancora di più ed essere più ambiziosi”.

“Per l’industria italiana – prosegue nella nota - è fondamentale mantenere la centralità della Politica di Coesione e in generale dei finanziamenti destinati alle infrastrutture, che non vanno ridotti perché volano di crescita economica imprescindibile per il nostro sistema produttivo. Occorrerà ora assicurare che vengano semplificate e rese più veloci e trasparenti le procedure per l’utilizzo dei fondi al fine di massimizzare l’efficacia delle risorse pubbliche. Ci auguriamo che l’aumento di risorse destinato alla sicurezza, alla gestione dei flussi migratori e alla cooperazione con l’Africa si concretizzi e che gli Stati membri si impegnino a fare la loro parte destinando risorse certe e prevedibili. Quella del bilancio è una partita fondamentale per il futuro dell’Europa e per l'effettiva attuazione dei suoi obiettivi. Ora si apre una fase cruciale di confronto istituzionale nella quale l’Italia dovrà assicurare una presenza forte per tutelare gli interessi del Paese”.

 

 

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