Gli investimenti stanno ripartendo anche su impulso dell’iperammortamento 250%, lo strumento incentivante di punta del Piano nazionale Industria 4.0

 

L’incentivo dedicato alle imprese è senza dubbio significativo: considerando anche l’ammortamento ordinario, il risparmio d’imposta è del 60% grazie all’iperammortamento, assestandosi invece al 33,6% con il super ammortamento.

L’iperammortamento consente di maggiorare, in via extra contabile, del 150% il costo di acquisizione di beni strumentali ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili nell’ambito delle imposte sui redditi. Si tratta della versione “maggiorata” del superammortamento 140%, per alcune categorie di beni materiali strumentali, ovvero i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”. 

 

La disciplina dello strumento incentivante è a pieno regime. Con le risposte alle domande più frequenti pubblicate lo scorso 19 Maggio, il Mise dirime alcuni dubbi legati alle caratteristiche dei beni agevolabili; chiarimenti che seguono quelli già forniti da MISE e Agenzia delle Entrate con la circolare 4/E del 30 Marzo 2017.

 

L’elenco dei beni agevolabili è contenuto nell’ALLEGATO A alla Legge di Bilancio 2017, come emendato con Legge 18/2017. Si tratta di:

A1: Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;

A2: Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità

A3: Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0».

 

Come chiarito anche dalle FAQ ministeriali, con esclusivo riferimento ai beni della prima categoria (A1) è richiesto il possesso delle seguenti cinque caratteristiche obbligatorie

1. controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller), 

2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program; 

3. integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo,

4. interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive, 

5. rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. 

 

Inoltre i “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” (A1) devono essere dotati di almeno due tra le seguenti caratteristiche ulteriori per renderli assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici: 

1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto, 

2. monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo, 

3. caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

 

In aggiunta, per i “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” (A1) è necessario dimostrare che avvenga creazione di valore attraverso la trasformazione di materie prime o semilavorati e/o realizzazione di prodotti. Peraltro, come da recenti indicazioni ministeriali, l’utilizzo del bene in un laboratorio non è di per sé motivo di esclusione dal beneficio dell’iperammortamento. Peraltro le quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio possono beneficiare del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.

 

In caso di acquisizione di dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti, le cinque caratteristiche obbligatorie e le due ulteriori devono essere soddisfatte dal bene oggetto di ammodernamento o revamping.

 

L’iperammortamento 250%, così come il superammortamento 140%, riguarda gli investimenti realizzati sino al 30 Giugno 2018 a condizione che entro la data del 31 Dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 % del costo di acquisizione; è al vaglio l’estensione del termine ultimo per la consegna, spedizione, ultimazione al 31 Dicembre 2018.

 

Solo l’“interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura” consente la fruizione dell’iperammortamento. Affinché un bene, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento degli incentivi, è necessario e sufficiente che: 

1. scambi informazioni con sistemi interni e/o esterni per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente; 

2. sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti. 

 

L’interconnessione è dunque uno step imprescindibile per tutti i beni sia dell’Allegato A (A1, A2, A3) che dell’Allegato B alla Legge di Bilancio 2017. Per i soggetti che beneficiano dell’iperammortamento 250% è infatti prevista un’agevolazione aggiuntiva, nella forma del superammortamento, per gli investimenti in beni immateriali strumentali di cui all’ALLEGATO B

 

L’impresa è tenuta a produrre una dichiarazione resa dal legale rappresentante, ovvero, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500.000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali ovvero un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, attestanti che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B ed è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. La circolare 4/E chiarisce che è opportuno che la perizia/attestazione di conformità sia corredata di un’analisi tecnica elaborata da un professionista terzo.