Nel panorama europeo anche l’Italia presenta una vera e propria strategia per la transizione verso un’Industria 4.0, con incentivi fiscali cuciti su misura sul tessuto produttivo nazionale. 

La strategia italiana si basa su due modelli agevolativi pienamente complementari: da un lato si incentivano le imprese che investono nello sviluppo di nuovi processi produttivi in ottica Industria 4.0 e dall’altro si incentivano le realtà imprenditoriali che investono in beni 4.0 hi-tech.

 

Le attività di R&S per l’introduzione di innovative soluzioni tecnologiche sono agevolate tramite il bonus R&S. In questo contesto ricco di opportunità si inserisce peraltro la linea interpretativa dell’Agenzia delle Entrate volta a definire un Credito d’Imposta R&S a maglie sempre più larghe.

 

Il Credito d’Imposta R&S, istituito con la Legge di Stabilità 2015, agevola le spese di R&S, sostenute a partire dal 2015, incrementali rispetto al triennio 2012 – 2014, relative a personale, strumenti e attrezzature di laboratorio, ricerca commissionata a terzi, competenze tecniche e privative industriali.

 

Il bonus R&S è stato oggetto di un significativo rafforzamento nell’ambito della Legge di Bilancio 2017. In particolare il legislatore è intervenuto prevedendo l’ampliamento del bacino dei beneficiari, la proroga e l’innalzamento dell’incentivo:

RICERCA COMMISSIONATA DALL'ESTERO: AGEVOLABILE L'IMPRESA ITALIANA COMMISSIONARIA CHE SVOLGE R&S. Dal 2017 anche le imprese italiane che svolgono attività di R&S, dietro corrispettivo, su commessa di società committenti straniere (in Paesi White List) possono accedere al Credito d'Imposta R&S. Ciò non vale invece per la ricerca commissionata svolta da un'impresa italiana per conto di un'impresa italiana. 

AUMENTATA L’INTENSITA' DEL BENEFICIO. Dal 2017 la misura dell’agevolazione non sarà più diversificata (25% o 50%) in relazione alle tipologie di spese. Il bonus si attesterà unicamente all’aliquota più alta, ovvero al 50%, con ingenti vantaggi economici per le imprese.

QUADRUPLICATO IL BENEFICIO MASSIMO. A partire dal 2017, il credito d’imposta spetterà fino ad un importo massimo annuale quadruplicato, ovvero 20 milioni di Euro, anziché 5 milioni.

PROROGA DI UN ANNO. La Legge di Bilancio 2017 estende di 1 anno il periodo di vigenza dell’agevolazione; saranno infatti agevolabili gli investimenti in attività di R&S effettuati sino al periodo di imposta in corso al 31 Dicembre 2020 (in luogo del 31 Dicembre 2019). In questo modo le imprese avranno più tempo per pianificare la propria attività di ricerca e sviluppo.

Per far fronte alle variazioni previste sono destinate al bonus R&S ulteriori risorse, pari a 3,3 miliardi di Euro, oltre agli originari 2,4 miliardi di Euro ed alle risorse residue del Credito d’Imposta per nuove assunzioni di profili altamente qualificati pari a 60 milioni di Euro.

 

Come anticipato, a beneficio delle imprese è ripetutamente intervenuta altresì l’Agenzia delle Entrate con risoluzioni interpretative, oltre che con la circolare 5/E del 16 Marzo 2016 che funge da riferimento esegetico primario per l’operatività dell’incentivo.

 

Nelle ultime ore (Risoluzione  21/E del 20 Febbraio 2017) si è acceso il semaforo verde per le consulenze e, in genere, per tutti i costi per le prestazioni esternalizzate per la realizzazione di prototipi funzionali alla R&S anche prive di contratti ad hoc.

 

Pochi giorni prima (Risoluzione 19/E del 14 Febbraio 2017), nell'ambito delle spese per 'privative industriali relative a un'invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale', le Entrate hanno asserito l'agevolabilità dei brevetti per modelli di utilità, oltre che dei brevetti per invenzione, funzionali e connessi al progetto di ricerca e sviluppo in corso.  Sono ammissibili i costi sostenuti per l'acquisizione di privative anche da un fallimento di altra società

 

Agenzia ha inoltre affermato a più riprese (Risoluzione  21/E del 20 Febbraio 2017, Risoluzione n. 12/E del 25 Gennaio 2017 e Risoluzione 66/E del 3 Agosto 2016) che il bonus R&S deve ritenersi fruibile anche in presenza di altri incentivi sui medesimi costi. La somma dei benefici cumulabili non deve superare il 100% del costo sostenuto dall'impresa nel periodo di imposta per l'investimento complessivo

 

A fine 2016 (Risoluzione 119/E del 22 Dicembre 2016) è stato chiarito che i costi di test e prove di laboratorio commissionate a terzi che costituiscono parte inscindibile di un percorso di R&S sono agevolabili con beneficio da valorizzare al 50% come ricerca extra muros e non come competenze tecniche.

 

Precedentemente il tema della R&S nell’ambito della formazione è stato oggetto di apposita analisi (risoluzione 80/E del 23 Settembre 2016) da parte dell’Amministrazione finanziaria. 

 

La scorsa estate inoltre (Risoluzione 55/E del 19 Luglio 2016), l’Agenzia delle Entrate ha confermato l'eleggibilità degli interinali ai fini del Credito d'Imposta R&S. Pertanto l'impresa utilizzatrice potrà agevolare i costi sostenuti per il lavoratore somministrato, ad eccezione dei costi relativi al contratto commerciale stipulato con il somministratore.

 

Appare evidente come il mosaico del Credito d’Imposta R&S si sia arricchito negli ultimi mesi di numerosi tasselli volti a consentire il più ampio accesso al beneficio, incentivando le attività di R&S idonee ad aumentare la competitività italiana nell’era della globalizzazione in prospettiva 4.0.